Autore: wp_2695678

Importanti chiarimenti ordinanza Regione Veneto n.48 – Condizionatori aria, Buffet nei ristoranti…

La regione Veneto ha chiarito alcuni punti dell’ordinanza n.48 del 17 maggio 2020:

Ristorazione buffet: è vietata qualra comporti il prelievo del cibo da parte del cliente con posate collocate nel recipiente comune. Quindi anche la “formaggiera2” ad uso comune NON va bene. Ammessa la consegna di cibo esposto sul banco, opportunamento protetto, da parte di un operatore.

Impianti di condizionamento: l0ordinanza n. 48 prevede l’esclusione della funzione di ricircolo in impianti condizionamento e trattamento aria. La prescrizione deve intendersi subordinata alla possibilità tecnica di eslcudere l’aria di ricircolo, senza obbligo di sotituzione adeguamento dell’impianto. L’impianto può pertanto essere utilizzato, anche se comporta ricircolo, con misure compensative quali l’arieggiamento provvisorio dei locali.

Scarica il documento

https://rdv.app.box.com/s/wg96sgdr8xm5t7lhwqt7a5trijdoy5pn

Veneto – Incentivi per le certificazioni

Azione 1.1.2 – Sostegno per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese.

Più precisamente, con riferimento alla tipologia di servizi C3 “Processi di Innovazione Aziendale”, sono ammissibili i servizi di consulenza per l’ottenimento di certificazioni, tra le quali ISO9001, ISO 14001 e ISO 45001.

Vai al sito della Regione Veneto.

INAIL – COVID-19 e RISTORAZIONE

Necessario rivedere il layout dei locali con una rimodulazione dei posti a sedere.

Il documento Inail-Iss raccomanda, tra l’altro, di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza predeterminato che preveda uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale.

Vai alla pagina INAIL.

Bando per il rimborso delle spese per DPI Pandemia Covid-19

Cos’è

Impresa SIcura è il bando di Invitalia rivolto alle aziende che vogliono chiedere un rimborso per le spese sostenute per l’acquisto di DPI, finalizzati al contenimento e al contrasto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Chi può partecipare

Possono partecipare le imprese italiane, di qualsiasi dimensione

Come funziona

Impresa SIcura si svolge in 3 fasi.

La prima prevede la prenotazione del rimborso a partire dall’11 maggio.

Vai al link per leggere tutte le informazioni

Indicazioni per la riapertura

La Regione Veneto ha pubblicato la revisione 11 delle “Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitari” (SCARICA)

Obbligatorio formalizzare un protocollo di intervento per la prevenzione dei contagi in azienda.

Alcuni stralci…

Nuovo coronavirus SARS-CoV-2
Indicazioni operative per la tutela della salute negli ambienti di lavoro non sanitariManuale per la riapertura delle attività produttive –
Versione 11 del 29.04.2020
Documento prodotto a cura di:
REGIONE DEL VENETO
Area Sanità e Sociale
Direzione Prevenzione, Sicurezza alimentare, Veterinaria

Sommario
Obiettivi e destinatari del documento …………………………………………………………………………….. 1
Definizioni …………………………………………………………………………………………………………………….. 2
Indirizzi generali ……………………………………………………………………………………………………………. 3
Individuazione di un referente unico (“COVID Manager”) ……………………………………………… 3
Definizione di un piano di intervento …………………………………………………………………………… 3
Attuazione delle indicazioni operative …………………………………………………………………………. 4

  1. Pulizia, decontaminazione e aerazione degli ambienti di lavoro …………………………… 4
  2. Informazione ……………………………………………………………………………………………………. 5
  3. Limitazione delle occasioni di contatto ………………………………………………………………. 5
  4. Rilevazione della temperatura corporea …………………………………………………………….. 7
  5. Distanziamento tra le persone …………………………………………………………………………… 8
  6. Igiene delle mani e delle secrezioni respiratorie …………………………………………………. 8
  7. Dispositivi di protezione individuale ………………………………………………………………….. 9
  8. Uso razionale e giustificato dei test di screening ………………………………………………… 9
  9. Gestione dei casi positivi ………………………………………………………………………………… 10
  10. Ruolo del Medico Competente ……………………………………………………………………… 12

Indirizzi generali
Il percorso ritenuto necessario per la ripresa o la prosecuzione delle attività negli ambienti di lavoro durante la cosiddetta Fase 2 si basa sulle seguenti tappe, da predisporre e organizzare tempestivamente, anche nelle aree in cui la circolazione del coronavirus SARS-CoV-2 è avvenuta in misura ridotta, per consentire una progressiva ripartenza del tessuto produttivo non appena i provvedimenti governativi lo consentiranno:
Individuazione di un referente unico (“COVID Manager”)
Premesso che anche per l’attuazione delle misure di prevenzione dal contagio da SARS-CoV-2 negli ambienti di lavoro rimangono confermati ruoli e responsabilità previsti dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, per ogni azienda potrà essere individuato dal datore di lavoro un referente unico (“COVID Manager”), con funzioni di coordinatore per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo e con funzioni di punto di contatto per le strutture del Sistema Sanitario Regionale. Tale referente deve essere individuato tra i soggetti componenti la rete aziendale della prevenzione ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, verosimilmente nella figura del Datore di Lavoro stesso (soprattutto per le micro- e piccole aziende) o del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), o comunque tra i soggetti aventi poteri organizzativi e direzionali. Rimane confermata in capo a dirigenti e preposti di ciascuna organizzazione aziendale, in sinergia con il comitato previsto dal protocollo nazionale di regolamentazione, la vigilanza e la sorveglianza dell’attuazione delle misure di prevenzione, sulla base dei compiti e delle attribuzioni di ciascuno come ripartiti dal datore di lavoro.
Si precisa che per i settori dotati di Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriali (RLST), quali l’artigianato, la verifica dell’attuazione avverrà in base alle procedure previste dai rispettivi comitati paritetici di riferimento.
Definizione di un piano di intervento
Per la pianificazione, l’attuazione e la verifica periodica delle azioni necessarie per la riapertura delle attività produttive, anche al fine di adattare le misure di prevenzione al contesto specifico e alle esigenze delle singole realtà, o di integrare tali misure con soluzioni di pari efficacia o più incisive, si ritiene opportuno formalizzare un piano di intervento, predisposto dal Datore di Lavoro in collaborazione con il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e con il Medico Competente, sentiti i Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST), se eletti/nominati, adottando un approccio graduale nell’individuazione e nell’attuazione delle misure di prevenzione, basato sia sul profilo del lavoratore (o soggetto a questi equiparato), sia sul contesto di esposizione. Tale piano di intervento può coincidere con le procedure o istruzioni operative già adottate (purchè opportunamente integrate), così come può costituire un addendum connesso al contesto emergenziale del documento di valutazione dei rischi redatto ai sensi del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81.
All’interno del piano, dovranno essere individuate le attività e i lavoratori che riprenderanno primariamente, in un’ottica di riapertura graduale, in base alle valutazioni del Datore di Lavoro, supportato dai soggetti della rete aziendale della prevenzione sopra indicati, e tenendo in considerazione le priorità aziendali e il rispetto della sicurezza dei lavoratori secondo le indicazioni del presente manuale.
Per le attività produttive che sono rimaste operative durante la fase di lockdown, conformemente alle previsioni dei provvedimenti governativi, le procedure/istruzioni operative già in essere dovranno essere aggiornate secondo le previsioni del presente manuale.

Si ringrazia Studio Fonzar!

Trattamenti con OZONO

Sebbene l’ossigeno triatomico sia da tempo largamente utilizzato in vari settori, in particolare anche a scopo conservativo nelle aziende alimentari, sono sempre stato un po’ scettico sulla reale efficacia del trattamento di disinfezione.

Ad ogni modo, il risultato, come al solito, è correlato alla concentrazione del principio attivo e al tempo di contatto, è quindi di fondamentale importanza affidarsi a professionisti esperti e accreditati. Sconsigliato il “fai da te”.

In PubMed (database pubblicazioni scientifiche) non ho trovato nulla riguardo Covid-19 e trattamenti aria-superfici con ozono. Molto probabilmente la metodica funziona ma sul nuovo coronavirus ancora non ci sono evidenze.

Lo stesso Ministero dell’Interno ritiene il trattamento non efficace. Il documento del Ministero è visibile nel blog dello Studio Fonzar

Mascherine? (NO) grazie !!

In questi giorni in vari comuni del Veneto gli alpini e la protezione civili stanno consegnando porta a porta delle fantastiche mascherine…gratis!

Andiamo però a leggere il foglietto illustrativo contenuto nella confezione delle mascherine:

  • “NON è un Dispositivo medico chirugico né un dispositivo di protezione individuale (DPI)”;
  • “NON è adatta all’uso per i bambini”;
  • “NON garantisce la protezione dei suoi utilizzatori dal contagio da agenti patogeni, né garantisce il mancato contagio da agenti patogeni a soggetti terzi”.

I effetti le mascherine consegnate altro non sono che un pezzo di polipropilene che difficilmente si adatta al viso, riamanendo non aderente sopra e sotto la bocca di qualche centimetro: l’efficacia filtrante è quindi sicuramente compromessa e non conforme agli standard richiesti per la marcatura CE.

L’occasione è gradita per fare un po’ dichiarezza.

Tutti sappiamo che le mascherine chirurgiche NON sono DPI (dispositivi di protezione individuale), proteggono il paziente da eventuali agenti infettivi emessi da chi le indossa.

Diversamente le FFP2 e FFP3 sono DPI, quindi proteggono chi le indossa da aerosol solido e liquido, comprese le goccioline contenenti il temuto SARS_CoV-2.

Sia le chirurgiche che i DPI FFP2 e 3 sono dei dispositivi soggetti a marcatura CE, tuttavia in questo periodo emergenziale sono previste delle deroghe alla marcatura: i produttori devono comunque notificare la produzione di tali dispositivi rispettivamente all’ISS e all’INAIL (questi dovrebbero rispondere in tempi brevi permettendo quindi la produzione ed immissione nel mercato).

Ogni altra mascherina reperibile in commercio, diversa da quelle sopra elencate, non e’ dispositivo medico ne’ dispositivo di protezione individuale, può essere prodotta ai sensi dell’art. 16, co. 2, del d.l.. 18/2020, sotto la responsabilità del produttore che deve comunque garantire la sicurezza del prodotto (a titolo meramente esemplificativo: che i materiali utilizzati non sono noti per causare irritazione o qualsiasi altro effetto nocivo per la salute, non sono altamente infiammabili, ecc.). Per dette mascherine non è prevista alcuna valutazione dell’Iss e dell’Inail. Le mascherine in questione non possono essere utilizzate in ambiente ospedaliero o assistenziale in quanto, non hanno i requisiti tecnici dei dispositivi medici e dei dispositivi di protezione individuale. Chi la indossa deve comunque rispettare le norme precauzionali sul distanziamento sociale e le altre introdotte per fronteggiare l’emergenza covid-19″ (fonte INAIL)

Ricapitolando, possiamo avere:

  • mascherine con marcatura CE (chirugiche e FFP2 e 3);
  • mascherine senza marcatura CE ma notificate, quindi comunque conformi ad assicurare la protezione;
  • mascherine non marcate nè notificate: sostanzialmente pezzi di qualche cosa, cotone, polipropilene, tessuto/non tessuto, per le quali quasi sicuramente non è stata fatta alcuna prova, tanto che non possono essere utilizzate in ambiente ospedaliero nè in ambiente lavorativo.

Le mascherine consegnate gratuitamente dalla protezione civile appartengono al terzo tipo…gli stessi volontari al momento della consegna porta a porta utilizzavano però delle bellissime mascherine chirugiche…no comment!

Quindi per “ogni altra mascherina” nessuna attestazione dell’efficacia filtrante, verosimilmente molto bassa!

Per le mascherine notificate, eventualmente da utilizzare anche nei luoghi di lavoro ordinari, sarebbe buona cosa richiedere al fornitore la documentazione comprovante la notifica presso l’INAIL o ISS…i controlli degli SPISAL sono sempre più serrati!